Memoria di ragazza, Ernaux #Recensione

Avevo una sola vita da vivere, e volevo realizzarla, nessuno me l’avrebbe impedito. 

Memorie d’una ragazza perbene, Simone de Beauvoir

Anche se l’ha detto Simone de Beauvoir, questo è in realtà il pensiero della ragazza del ’58, appena arrivata in Colonia.

Chi è la ragazza del ’58? Annie Duchesne (cognome da nubile della  Ernaux), una giovane adolescente, parte durante l’estate che precede il suo ultimo anno di liceo per una colonia, dove lavorerà come educatrice.
La voglia di essere libera, di uscire dall’orbita severa ed apprensiva della madre, rende quest’esperienza unica. Si sente libera di sciogliere i lunghi capelli, di spogliarsi dei vestiti troppo pesanti e di togliersi gli occhiali.
Accerchiata da ragazze diverse, a stretto contatto per la prima volta con l’altro sesso, la ragazza del ’58 fa un’indigestione di libertà. Percorre la via di quello che crede sia il divertimento, una strada che la porterà da H.

H. è una sorta di co-protagonista inconsapevole nel romanzo-vita della Ernaux, mentre lei, per lui, cosa è stata? Anzi, c’è addirittura da domandarsi se H. si ricorda ancora di quella ragazzina a cui ha cambiato completamente la vita.

Come siamo presenti, noi, nell’esistenza degli altri, nella loro memoria, nel loro modo di essere, persino nei loro gesti? Incredibile sproposizione tra l’influenza sulla mia vita delle due notti passate con quest’uomo e il nulla della mia presenza nella sua.

Da quella sera, tutto cambia. La scoperta dei rapporti, del rifiuto e dell’abbandono, in un luogo in cui nessuno sapeva del suo passato, la induce a scivolare sempre più nella disperazione e, anche se la sua reputazione è messa seriamente a repentaglio (verrà chiamata in diversi modi, tra cui “puttana della domenica”), Annie non può fare a meno di comportarsi in quella maniera.

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La storia di un’adolescenza, quindi. Degli sbagli, delle leggerezze che si compiono da giovani con la speranza di essere accettati. Ma è Annie Ernaux che la racconta.

L’Ernaux parte da una piccola foto, l’unica che ha di quella famosa estate, e come una sorta di flusso di coscienza strutturato, passa in rassegna tutti i suoi ricordi. Alcuni sono molto dettagliati, altri solo accennati e noi ci troviamo lì, ad assistere alla scissione di Annie, mentre in contemporanea analizza la sua scrittura, il modo di fare romanzi.

Il motore diegetico è la vergogna, e un Annie diventata Ernaux (come se l’assunzione del nuovo cognome potesse cancellare il passato) giudica severamente quella ragazza della colonia, con disturbi alimentari e fisici, che si crede troppo snob e altezzosa, mentre cerca di raggiungere un modello con cui crede di poter essere finalmente accettata.
Annie Ernaux non è nostalgica, non si crea un passato che in realtà non esiste, che la sua mente ha alterato. Ha la forza di decostruire quello che sono stata, di pensare alla sua vita come a quella di un romanzo.

Leggere un libro così intimo dà fastidio, ci sentiamo come spettatori inermi e, forse, a volte anche di troppo.

“Memoria di ragazza” è stato il mio primo approccio alla Ernaux, ma la sua scrittura così diversa e sensibile dalle altre mi ha lasciato un segno profondo. Sicuramente è un punto di partenza per leggere altri suoi romanzi.

Un po’ di informazioni pratiche
Titolo: Memoria di ragazza
Autrice: Annie Ernaux
Casa editrice: L’Orma editore
Prima pubblicazione: aprile 2017
Costo attuale: 18.00 €

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E voi? Avete mai letto qualcosa della Ernaux? Se sì, cosa mi consigliate?
Lasciatemi un commento!

Alla prossima,
Carmen

 

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3 pensieri su “Memoria di ragazza, Ernaux #Recensione

  1. Claire ha detto:

    Noooo d’au! Avevo detto che non avrei più comprato libri prima di aver letto quelli che ho a casa e appena ho letto il tuo post, hi voglia di compare questo libro!!
    Sono contenta che ti sia piaciuto un libro di Annie Ernaux!! Vedrai, un pò come I tatuaggi, quando hai provato una volta, non puoi più fermarti ! !

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  2. Simona ha detto:

    Da quanto ne racconti, sembra che anche qui – come in “L’altra figlia”, che invece ho letto io – ci sia un netto distacco tra il nostro oggi e la narrazione. Ora però muoio dalla curiosità di sapere se anche il resto delle sue opere è costruito con lo stesso distacco! 😅

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